Calcio – Dojo Sport https://www.dojosport.it La via dello sportivo Mon, 13 May 2019 12:48:56 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7 Come scegliere gli integratori sportivi https://www.dojosport.it/2019/05/come-scegliere-gli-integratori-sportivi.html https://www.dojosport.it/2019/05/come-scegliere-gli-integratori-sportivi.html#respond Mon, 13 May 2019 12:48:53 +0000 https://www.dojosport.it/?p=643 Chi pratica sport o attività fisica in maniera regolare, arriva prima poi a porsi qualche domanda circa l’utilizzo degli integratori sportivi che possono essere più o meno adatti a seconda della situazione. La prestazione e la condizione atletica sono influenzati in primo luogo da quel che introduciamo nel nostro corpo e la parte più importante …

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Chi pratica sport o attività fisica in maniera regolare, arriva prima poi a porsi qualche domanda circa l’utilizzo degli integratori sportivi che possono essere più o meno adatti a seconda della situazione. La prestazione e la condizione atletica sono influenzati in primo luogo da quel che introduciamo nel nostro corpo e la parte più importante è ovviamente svolta dalla dieta.

Tuttavia gli integratori alimentari per sportivi possono essere utilizzati all’occorrenza per raggiungere quello che manca alla alimentazion in funzione dei propri obiettivi. Vedremo in questo approfondimento alcune regole generali per orientarsi nella scelta.

Integratori sportivi: non esagerare è la prima regola

Così come per il cibo, non dobbiamo esagerare nemmeno con gli integratori perché potrebbe essere una strategia non solo non funzionante ma addirittura controproducente. Chi vuole aumentare massa deve osservare un bilancio di calorie positivo ossia introdurre più calorie rispetto a quelle bruciate ma questo non significa mangiare indiscriminatamente nè introdurre tanti supplementi alimentari. Chi cerca una maggiore massa muscolare di solito aumenta il consumo di proteine, soprattutto di origine animale di bisogna però considerare che il nostro corpo non può assorbirne oltre un certo quantitativo ed inoltre si tratta di un nutriente che con questa provenienza non fa altro che acidificare ulteriormente il pH interno del nostro organismo (che dovrebbe rimanere tendenzialmente alcalino).

Analogamente, anche per chi cerca una maggiore definizione muscolare o un dimagrimento generale, il principio su cui ruota la programmazione diventa il deficit calorico ossia l’introduzione di meno calorie rispetto a quelle bruciate che è il presupposto imprescindibile per perdere peso.

Dalla qualità della dieta, degli integratori e del tipo di allenamento riusciremo così a definire una composizione corporea che vada a scapito dei grassi ma che comunque favorisca la muscolatura. La perdita di tono ed elasticità infatti sono purtroppo situazioni che spesso si verificano nell’ambito di allenamenti e diete finalizzate alla perdita dei chili di troppo, per via di un regime alimentare squilibrato, di un eccessivo allenamento o comunque di alterazioni che complessivamente vanno a impattare sul fisico e la salute.

Consigli pratici per l’assunzione di integratori sportivi

Se volessimo quindi darci una disciplina sull’assunzione del integratori potremmo ad esempio stabilire di non assumerne più di tre diversi ogni giorno, seguire dei cicli di carico e di scarico nei quali sospendiamo completamente l’utilizzo degli integratori o di alcuni di essi a turnazione. Rispetto alle indicazioni in etichetta è sempre bene osservare scrupolosamente le dosi e comunque non eccedere rispetto al doppio del quantitativo segnalato, in accordo alle indicazioni del proprio specialista.

Alimentazione e allenamento vanno condotti in maniera sinergica per rendere gli integratori ancora più efficaci e raggiungere più velocemente il proprio traguardo.

Non sottovalutare gli integratori di vitamine

Tra tutti gli integratori quelli di vitamine sono tra i pochi la cui utilità è universalmente riconosciuta poiché vanno ad aggiungersi a quei micronutrienti che dovremo introdurre attraverso la dieta e che per le moderne abitudini e la qualità del cibo difficilmente possiamo assumere in maniera sufficiente. Allo stesso modo è opportuno non sopravvalutare i supplementi proteici, soprattutto se la nostra dieta ne è già particolarmente ricca.

Per quanto riguarda gli aminoacidi, troviamo in commercio numerose formule che possono essere adatte ad essere assunte prima, durante e dopo l’allenamento. Quelli a base di leucina concentrata sono più indicati al termine dell’attività fisica, ad esempio. Ogni soggetto può reagire in maniera differente all’integratore ritrovando benefici più o meno superiori rispetto ad un altro soggetto.

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Come si gioca al fantacalcio https://www.dojosport.it/2018/12/come-si-gioca-al-fantacalcio.html https://www.dojosport.it/2018/12/come-si-gioca-al-fantacalcio.html#respond Fri, 07 Dec 2018 20:15:59 +0000 https://www.dojosport.it/?p=620 Il fantacalcio è la trasposizione del calcio fuori dai campi da gioco: in Italia sono ormai davvero pochi a non conoscere nulla di quello che viene definito il gioco più bello del mondo dopo il calcio. Si tratta di una simulazione casalinga che richiede una buona conoscenza dei giocatori, del nostro campionato e una grande …

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Il fantacalcio è la trasposizione del calcio fuori dai campi da gioco: in Italia sono ormai davvero pochi a non conoscere nulla di quello che viene definito il gioco più bello del mondo dopo il calcio. Si tratta di una simulazione casalinga che richiede una buona conoscenza dei giocatori, del nostro campionato e una grande intuizione su quelle che potranno essere le rivelazioni della stagione corrente…e ovviamente una buona dose di fortuna. Per comprendere le basi del gioco e coinvolgere gli amici sappiate che si tratta di un gioco complesso ma assolutamente non complicato con regole di base semplici. Una volta compreso il meccanismo, è fatta!

Fantallenatori? Il calcio si gioca anche fuori dagli stadi

Il vostro ruolo di allenatori vi porterà a guidare una squadra formata da una rosa di 25 elementi che apparterranno rispettivamente ai vari ruoli: tre portieri, otto centrocampisti, otto difensori e sei attaccanti.

L’esito di ogni partita si basa sulle prestazioni effettive degli 11 giocatori che vengono schierati in campo ed eventualmente il voto delle riserve che dovessero subentrare in caso di assenza di qualcuno dei titolari.

I calciatori entrano a far parte della rosa all’inizio dell’anno e durante il mercato di riparazione – che viene di solito fissato tra gennaio e febbraio dell’anno successivo -. Ogni gara prevede lo schieramento di 11 titolari più le riserve che devono essere impostate in base ai moduli consentiti dal proprio regolamento ad esempio 442,433,532 e così via.

Le regole principali: come si gioca al fantacalcio

Per stabilire il risultato finale di ogni partita, bisogna sommare i voti ottenuti dai rispettivi calciatori secondo quelli assegnati dalle testate giornalistiche che si prendono in considerazione. Oltre al voto esistono dei bonus e malus a seconda della prestazione del giocatore: un gol aumenta di +3 il voto, un’ammonizione invece lo diminuisce di 0.5, l’assist vale +1… e così via. Nel campionato a scontri diretti e a gironi, che è la scelta classica della maggior parte delle leghe, la classifica è determinata in base a un punteggio che attribuisce +3 in caso di vittoria, +1 in caso di pareggio e 0 in caso di sconfitta.

Per quanto riguarda la gestione dell’asta, c’è chi preferisce affidarsi a carta e penna oppure a complessi file Excel, tuttavia esistono on-line numerose piattaforme che previa registrazione consentono di gestire in maniera estremamente fluida e semplificata lo schieramento delle formazioni e la stessa procedura d’asta.
Noi vi consigliamo ad esempio Fantagazzetta.com che mette a disposizione degli utenti un software per la gestione dell’asta completamente gratuito e un portale con accesso da utente o amministratore sia via browser che app. L’amministratore di lega è il partecipante che si prende l’onore e l’onere di inserire le formazioni e di occuparsi del calcolo di ogni giornata.

Per rendere ancora più avvincente il gioco, le leghe private prevedono di solito una quota di partecipazione che verrà poi ripartita fra i primi tre classificati oppure assegnata lentamente all’unico vincitore assoluto. Le regole vanno ovviamente stabilite all’inizio della stagione e prima di procedere all’asta: ad esempio dovrete decidere se sono ammessi doppioni (ad esempio più squadre possono avere Cristiano Ronaldo in rosa) o se ogni calciatore viene assegnato in maniera univoca. I giocatori saranno contesi durante la serata dell’asta, a colpi di milioni virtuali. L’aspetto più difficile del gioco sarà trovare una sera in cui tutti i fantapresidenti siano presenti 😉 il resto è puro divertimento!

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VAR e Video Check: la tecnologia al servizio dello sport https://www.dojosport.it/2018/10/var-e-video-check-la-tecnologia-al-servizio-dello-sport.html https://www.dojosport.it/2018/10/var-e-video-check-la-tecnologia-al-servizio-dello-sport.html#respond Mon, 29 Oct 2018 19:04:19 +0000 https://www.dojosport.it/?p=615 Il VAR è un acronimo che sta per “video assistant referee“, la classica moviola in campo che abbiamo già conosciuto nel campionato italiano e in Coppa Italia nonchè nelle competizioni internazionali gestite dalla FIFA. Questo sistema supporta l’attività dell’arbitro impiegando strumenti tecnologici sotto la supervisione di due assistenti. L’iniziativa è stata approvata a partire dal …

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Il VAR è un acronimo che sta per “video assistant referee“, la classica moviola in campo che abbiamo già conosciuto nel campionato italiano e in Coppa Italia nonchè nelle competizioni internazionali gestite dalla FIFA. Questo sistema supporta l’attività dell’arbitro impiegando strumenti tecnologici sotto la supervisione di due assistenti. L’iniziativa è stata approvata a partire dal giugno 2016 effettuando degli esperimenti per raggiungere il lancio mondiale ufficiale durante La WorldCup del 2018. Nel nostro campionato e nella Coppa Italia il sistema è stato già adottato a partire dal giugno 2017 in concomitanza all’abolizione degli arbitri di porta, i cosiddetti addizionali.

Le funzioni del VAR: quando può essere utilizzato

L’utilizzo della tecnologia VAR ha un duplice funzione: correggere delle decisioni sbagliate oppure segnalare degli episodi particolarmente gravi e importanti che possono essere sfuggiti all’arbitro. Il VAR quindi non può essere applicato in qualsiasi situazione di gioco ma può essere chiamato solo in quattro casi significative sul destino di un incontro: in caso di goal, rigore, espulsioni dirette e scambi di identità.

Per chiamare l’utilizzo della tecnologia l’arbitro può affidarsi direttamente al parere dei suoi assistenti o chiedere di visionare direttamente le immagini in campo. Il ricorso a questo strumento può essere richiesto direttamente dall’arbitro in caso di indecisione sulla chiamato oppure su segnalazione dei suoi assistenti. Il suo impiego non può essere in alcun modo sollecitato da cacciatori e staff delle squadre coinvolte ed in caso di interferenze e richieste plateali possono essere comminate sanzioni.

L’arbitro ad ogni modo ha sempre l’ultima parola su qualsiasi decisione: il supporto della tecnologia può cambiare il suo verdetto soltanto in casistiche particolarmente evidenti e palesi.

VAR e Video check: dal calcio al volley la tecnologia in aiuto agli arbitri

La tecnologia a supporto delle decisioni arbitrali è stata applicata anche nell’ambito della pallavolo grazie all’utilizzo di otto telecamere che sorvegliano attentamente le righe del campo di gioco, collocate due per ogni linea. Queste consentono di valutare l’impatto del pallone con il campo per le classiche decisioni di ‘palla dentro oppure fuori’. L’impatto del pallone col terreno viene determinato in caso di dubbio grazie a 170 frame al secondo registrati che consentono una visione praticamente perfetta del contatto del pallone con il pavimento con l’ausilio di una ulteriore ricostruzione al computer.

Il controllo video può essere richiesto da uno dei due capitani entro sette secondi dalla fine dell’azione ed in particolare da quello della squadra che subisce il punto. A seguito della decisione dell’arbitro o a seguito della richiesta del secondo arbitro si analizza il filmato sullo schermo e il primo arbitro viene informato del risultato. Ogni squadra ha a disposizione due chiamate per ogni set di gioco e se la chiamata porta ad un cambiamento della decisione, il numero delle chiamate disponibili rimane inalterato per quel determinato se. Se invece viene confermata la decisione iniziale del direttore di gara il numero di chiamate viene ridotto di una unità.

I capitani delle squadre possono chiamare il video check per i palloni dentro o fuori, per i falli di servizio come ad esempio il piede del battitore che fa invasione sulla linea di campo e recentemente anche per la verifica dell’invasione a rete e del tocco del muro. In particolare può essere contestata una sola invasione alla chiusura del punto.
Il pubblico nei palazzetti e quello che segue il match in televisione può assistere in diretta alle immagini del video check che vengono diffuse attraverso le telecamere: la regia seleziona le parti più significative del filmato in replay.

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Integratori e alimentazione per chi gioca a calcio https://www.dojosport.it/2018/09/integratori-e-alimentazione-per-chi-gioca-a-calcio.html https://www.dojosport.it/2018/09/integratori-e-alimentazione-per-chi-gioca-a-calcio.html#respond Mon, 10 Sep 2018 19:28:06 +0000 https://www.dojosport.it/?p=608 Se vuoi praticare il calcio con regolarità e ad ottimi livelli probabilmente conosci già bene l’importanza dell’alimentazione e dell’integrazione cui ogni professionista dedica estrema attenzione anche grazie al giusto supporto di nutrizionisti ed esperti. Stiamo parlando di uno sport ad intervalli: i migliori giocatori alternano movimenti a bassa intensità a movimenti esplosivi con una distribuzione …

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Se vuoi praticare il calcio con regolarità e ad ottimi livelli probabilmente conosci già bene l’importanza dell’alimentazione e dell’integrazione cui ogni professionista dedica estrema attenzione anche grazie al giusto supporto di nutrizionisti ed esperti.

Stiamo parlando di uno sport ad intervalli: i migliori giocatori alternano movimenti a bassa intensità a movimenti esplosivi con una distribuzione del 70% e del 30% rispettivamente. Durante la partita vengono percorse distanze fino a 13 km in un lavoro misto tra aerobico e anaerobico e un dispendio energetico di 2000 calorie stimate.

Se si prende l’esempio di alcuni professionisti che giocano fino a 50 partite nell’arco di una stagione, alcune delle quali in diversi punti del mondo, non c’è dubbio che l’alimentazione e l’integrazione vadano estremamente ponderate sia per quanto riguarda l’allenamento sia per quanto riguarda i giorni che precedono la gara.

Alimentazione per calciatori: energia e recupero

La prima osservazione è che l’alimentazione deve soddisfare le richieste energetiche dell’allenamento giornaliero e quindi l’assunzione di carboidrati è fondamentale per avere tutta l’energia necessaria. Un recupero fondato sulle proteine aiuterà i muscoli a riprendersi velocemente adattandoli agli stimoli dell’allenamento, garantendo performance sempre migliori e prevenendo il rischio di infortuni. L’assunzione dei grassi servirà a sostenere il sistema immunitario e la salute privilegiando i grassi buoni come quelli contenuti nei pesci, nella frutta secca, nei semi e solo in minima parte da soddisfare eventualmente con grassi animali e latticini.

Una convinzione di cui si sente spesso parlare è che l’assunzione di bevande isotoniche aiuti a fornire più carburante durante l’allenamento ma se è vero che questo metodo può aiutare l’individuo a raggiungere una maggiore intensità potrebbero verificarsi effetti avversi sull’adattamento e sull’ossidazione degli acidi grassi. Variare le strategie di nutrizione è fondamentale e periodizzare le sessioni sarà importante anche a tavola.

Integratori e dieta in prossimità della gara

Per quanto riguarda la fase pre partita, l’alimentazione prima della gara inizierà con un particolare attenzione dalle 24 o 48 ore precedenti il match calcolando da 1 fino a 4 g di carboidrati per ogni chilo di peso nelle sei ore precedenti il fischio d’inizio. Ovviamente si tratta di strategie che non vanno improvvisate ma testate nei mesi precedenti per valutare il rendimento individuale a seconda dell’alimentazione.

Il giorno dell’incontro bisogna prediligere cibi che non appesantiscano lo stomaco e non causino problemi intestinali. Se la partita inizia alle 15 la colazione può essere programmata per le 8 e il pranzo intorno alle 11.30-12. Un’ora prima della gara vengono di solito suggeriti snack leggeri o bevande ricchi di carboidrati. Anche l’aspetto dell’idratazione è importantissimo sul rendimento durante la gara e nei 60 minuti precedenti calcio d’inizio è bene consumare circa mezzo litro di liquidi.

Dopo la partita ci si concentra sulla fase del recupero che di solito parte da alimenti ricchi di carboidrati e proteine (con meno rigore nella scelta degli alimenti lasciando più libertà ad accontentare i gusti degli atleti) più una integrazione di almeno 1.5 litri di liquido per ogni chilo perso durante la partita. A questo proposito è una buona abitudine  pesare i calciatori prima e dopo la gara in maniera da fornire loro la corretta idratazione.

Per quanto riguarda gli integratori, le proteine del siero di latte più una dose di carboidrati a elevato indice glicemico garantiscono una sinergia ideale per sostenere il recupero e il ripristino del glicogeno. Altri supplementi naturali consigliati per chi gioca a calcio sono la creatina monoidrato, gli omega tre, la vitamina D3.

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Come diventare un allenatore di calcio: consigli per partire! https://www.dojosport.it/2018/08/come-diventare-un-allenatore-di-calcio-consigli-per-partire.html https://www.dojosport.it/2018/08/come-diventare-un-allenatore-di-calcio-consigli-per-partire.html#respond Mon, 06 Aug 2018 16:20:39 +0000 https://www.dojosport.it/?p=599 Se vuoi diventare un allenatore di calcio questo articolo è dedicato ad approfondire alcuni aspetti che ti saranno utili per muovere i primi passi e intraprendere la carriera che sogni. D’altra parte non tutti hanno l’ambizione di cimentarsi con il pallone ma amano comunque questo sport e tutti gli aspetti ad esso legati, sia strategici …

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Se vuoi diventare un allenatore di calcio questo articolo è dedicato ad approfondire alcuni aspetti che ti saranno utili per muovere i primi passi e intraprendere la carriera che sogni. D’altra parte non tutti hanno l’ambizione di cimentarsi con il pallone ma amano comunque questo sport e tutti gli aspetti ad esso legati, sia strategici che psicologici che caratterizzano ogni partita.

Molti bravi allenatori sono stati calciatori in passato ma per motivi anagrafici o di salute hanno dovuto abbandonare il campo riversando tuttavia la propria passione sulla panchina. Per intraprendere la carriera di allenatore bisogna essere pronti a iniziare dal basso: si tratta sicuramente di un tipo di lavoro molto appagante e in alcuni casi anche estremamente remunerativo che permette di stare a contatto con molte persone e instaurare rapporti di fiducia non solo professionale.

Come diventare un allenatore di calcio: partire dal basso con umiltà

Se siete quindi tra coloro che amano l’idea di poter allenare e scoprire futuri campioni sappiate che risulta molto utile avere anni di esperienza sui campi di gioco. L’esperienza insegna che tanti allenatori di successo sono stati proprio ex calciatori ed è un requisito sicuramente molto utile.

Secondariamente va considerato se si vuol allenare una squadra dilettantistica, in tal caso sarà sufficiente l’attestato del CONI a seguito dell superamento di un corso. Se invece si punta più in alto serve il certificato rilasciato dalla Federazione italiana gioco calcio che pubblica dei bandi regolarmente per prender parte ai concorsi da allenatore – avvengono a livello regionale e sono classificati in base alla categoria.

Ai corsi regionali della FIGC possono prender parte i maggiorenni in base alla residenza. I partecipanti sono a numero chiuso quindi è obbligatorio compilare una domanda che sarà valutata dalla stessa federazione. I corsi hanno una durata variabile da 30 a 60 giorni ma la frequenza è per lo più giornaliera e il titolo si consegue dopo l’esame finale.

Le qualifiche per lavorare come allenatore di calcio

Esistono sostanzialmente tre livelli di qualifica.

  • Uefa B è l’allenatore di base che può allenare squadriglie Jones e dilettantistiche
  • Uefa A è l’allenatore di secondo livello con un certificato valido anche per la categoria della 16
  • Uefa PRO invece l’altro di primo livello che può allenare la serie A e la serie B

Se non hai mai giocato calcio considera che come per tutti i mestieri l’esperienza rappresenta comunque il bagaglio più importante: si può intraprendere questo tipo di lavoro anche senza essere stati calciatori ma in tal caso se non hai già nel sangue il talento di Guardiola e Antonio conte, è importante iniziare affiancando  qualcuno di esperto come allenatore osservatore…volontario. Molto probabilmente all’inizio non si percepirà alcuno stipendio ma è molto importante questa fase per imparare a valutare i comportamenti e analizzare le partite, insieme a qualcuno che ha più esperienza e che può fornire importanti suggerimenti per il proseguimento della propria carriera.

Lo step successivo è uno stage nell’ambito delle scuole medie e superiori in maniera da rimanere a contatto e maturare esperienza anche con i calciatori in erba. Ovviamente prima si comincia e meglio è e se l’allenatore è realmente il mestiere che volete inseguire è possibile scegliere anche un corso universitario inerente, come quello delle scienze motorie, che può creare più sbocchi occupazionali sempre in ambito sportivo.

La formazione accademica non è necessaria ma sicuramente consigliabile per approfondire l’alimentazione, la fisiologia del corpo umano, alcuni aspetti di medicina e avere una maggiore confidenza con l’attività fisica, specialmente se non si è mai praticato uno sport in particolare.
A tale proposito esiste a Roma la prima Università del calcio in Italia, un progetto molto interessante che rientra sempre nell’indirizzo delle Scienze motorie ma specializza il curriculum proprio nel calcio. L’ateneo San Raffaele di Roma ha istituito questo corso di laurea focalizzato sullo sport più amato del paese, rivolgendosi ad aspiranti allenatori di qualsiasi livello, in collaborazione con la Assocalciatori.
Le tasse annuali corrispondono a circa 2500 euro e le materie sono molto specifiche: riguardano non solo tattiche e strategie ma anche psicologia applicata al calcio, bilanci societari, statistiche ed elaborazione dati, per migliorare la capacità di analizzare le statistiche post match e individuare i ruoli e gli schemi migliori per i propri atleti.

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I numeri di Cristiano Ronaldo, dagli esordi fino al suo arrivo in Italia https://www.dojosport.it/2018/07/i-numeri-di-cristiano-ronaldo-dagli-esordi-fino-al-suo-arrivo-in-italia.html https://www.dojosport.it/2018/07/i-numeri-di-cristiano-ronaldo-dagli-esordi-fino-al-suo-arrivo-in-italia.html#respond Sat, 21 Jul 2018 00:13:22 +0000 https://www.dojosport.it/?p=596 Il 2018 è certo un anno da ricordare per il calcio italiano soprattutto grazie all’arrivo di Cristiano Ronaldo nel nostro campionato. Le sue vittorie, i palloni d’oro, tutte le cifre che girano intorno ai suoi ingaggi e agli sponsor, rendono questo giocatore un uomo da record, a 360°. Si tratta infatti dell’unico giocatore capace di …

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Il 2018 è certo un anno da ricordare per il calcio italiano soprattutto grazie all’arrivo di Cristiano Ronaldo nel nostro campionato. Le sue vittorie, i palloni d’oro, tutte le cifre che girano intorno ai suoi ingaggi e agli sponsor, rendono questo giocatore un uomo da record, a 360°.

Si tratta infatti dell’unico giocatore capace di vincere nel medesimo anno sia la Champions League che gli Europei che il Pallone d’oro e il mondiale per club. CR7 ha salutato il Real Madrid per passare alla Juventus e considerando il contratto quadriennale e l’età del giocatore potrebbe trattarsi della sua ultima tappa sportiva, per coronare una carriera paragonabile solo a pochi altri grandi nomi.

Cristiano Ronaldo arriva in Italia: che curriculum!

Il portoghese nasce nel 1985 e in carriera ha vinto praticamente tutto. Nel giro di 12 mesi è stato capace di mettere in bacheca il pallone d’oro, il riconoscimento di miglior giocatore dell’anno, la Scarpa d’oro, la targa come miglior giocatore anche secondo la Uefa… Inoltre è l’unico (insieme a Messi) ad aver ricevuto per quattro volte il trofeo della Scarpa d’oro. Con la sua nazionale portoghese di cui indossa la fascia da capitano, Ronaldo ha vinto un campionato europeo nel 2016 e una Confederations Cup l’anno successivo. I suoi incredibili cinque palloni d’oro tra il 2008 e il 2017 sono l’incredibile suggello che non lascia dubbi circa le sue qualità sportive.

Cristiano Ronaldo è stato capace di segnare più di 50 goal a stagione per sei stagioni consecutive dal 2010 al 2015 e anche per quanto riguarda la nazionale si tratta dell’unico ad aver segnato almeno un gol in tutti e quattro gli europei e in quattro mondiali consecutivi. È il calciatore ad aver siglato più marcature in una nazionale europea, ben 85 fino a questo momento… ed inoltre è capocannoniere della Champions League Uefa con 121 gol nonché sette volte vincitore della classifica marcatori tra il 2007 e il 2107 con le squadre del Manchester United e del Real Madrid. Cinque sono le Coppe dei campioni portate a casa di cui una con il Manchester e quattro con il Real. Il suo recente passaggio alla Juventus è caratterizzato da una curiosità trattandosi della squadra contro cui Ronaldo è stato capace di segnare di più, ben 10 gol, durante la competizione della Champions (nonostante la rinomata solidità difensiva dei bianconeri).

CR7 il prossimo obiettivo: trascinare la Juventus fino alla vittoria in Champions League

Già a 12 anni viene notato dai talent scout che lo portano allo Sporting di Lisbona per 12.000 euro: il suo talento lo porta a conquistare nel 2003 la fiducia del Manchester United per una spesa di oltre 12 milioni di sterline. Qui diventa il beniamino indiscusso dei tifosi e la maglia numero sette, il suo numero simbolo, diventa l’oggetto di merchandising più desiderato. Nel 2009 approda al Madrid e nel 2018 raggiunge la serie A italiana. Il suo passaggio è costato ai bianconeri 112 milioni di euro, ma il ricavato dei primi giorni per la vendita delle magliette con il suo nome pare aver già ripagato la maggior parte dell’investimento.

Cristiano Ronaldo non è solo un fenomeno per quanto riguarda lo sport: oltre il suo amore per la famiglia e i figli è un appassionato di auto di lusso. Pare ne possieda almeno una ventina per un valore complessivo che supera i 10 milioni di euro. Il calciatore ha addirittura lanciato un suo brand di abbigliamento con il marchio CR7 ed il suo account Instagram è seguito da oltre 130 milioni di utenti ogni giorno.

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Champions League, la Juve supera il Real: finale a Berlino contro il Barça https://www.dojosport.it/2015/05/champions-league-la-juve-supera-il-real-finale-a-berlino-contro-il-barca.html https://www.dojosport.it/2015/05/champions-league-la-juve-supera-il-real-finale-a-berlino-contro-il-barca.html#respond Thu, 14 May 2015 07:11:36 +0000 http://www.dojosport.it/?p=526 Sarà Barcellona-Juventus la finale di Champions League: se per i catalani l’approdo a Berlino era già quasi scontato dopo il secco 3-0 rifilato all’andata al Bayern Monaco (la sconfitta per 3-2 del ritorno è stata indolore), per la Juventus il match di ieri contro il Real Madrid non è stato per niente facile, ma i …

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Sarà Barcellona-Juventus la finale di Champions League: se per i catalani l’approdo a Berlino era già quasi scontato dopo il secco 3-0 rifilato all’andata al Bayern Monaco (la sconfitta per 3-2 del ritorno è stata indolore), per la Juventus il match di ieri contro il Real Madrid non è stato per niente facile, ma i ragazzi di Allegri, forti dell’esiguo vantaggio conquistato nella gara di Torino, sono riusciti a strappare al Bernabeu il pareggio che li porterà a giocarsi il 6 Giugno la possibilità di mettere le mani sulla Coppa dalle grandi orecchie.

La partita

Dopo un avvio confortante della Juve, che nei primi dieci minuti riesce a tenere il Real Madrid bloccato nella propria metà campo, la forza degli uomini di Ancelotti inizia a manifestarsi. Nel primo tempo i blancos tireranno in porta per ben tredici volte, anche se, a dire la verità, i reali pericoli “veri” corsi da Buffon (sempre pronto) non sono tantissimi.

Il vantaggio di Cristiano Ronaldo

La pressione del Real dà i suoi frutti al 22° minuto, quando James Rodriguez viene atterrato in area da un intervento di Chiellini. È rigore. Dal dischetto si presenta, ovviamente, Cristiano Ronaldo, che sceglie la conclusione forte e centrale. Buffon si butta alla sua destra e la palla si insacca: 1-0 per gli spagnoli, um risultato che porterebbe il Real a giocarsi la seconda finale di Champions League consecutiva. Per il portoghese si tratta del decimo gol nelle semifinali della competizione.

La Juve soffre, ma non sta a guardare: anche Casillas ha il suo da fare. Durante il primo tempo, a centrocampo Pogba e Pirlo sembrano in difficoltà, mentre Marchisio e Vidal appaiono in forma eccellente. Negli ultimi minuti della prima frazione di gioco, i blancos si rendono ancora pericolosi con Benzema e Cristiano Ronaldo (che con il rigore realizzato oggi, il nono, sale al secondo posto della classifica dei cecchini dagli undici metri della competizione: in cima alla graduatoria c’è Figo con 10 trasformazioni).

La ripresa e il pareggio di Morata

Nel secondo tempo si accende Pogba e questo vuol dire molto. Il francese entra anche nell’azione che porta il pareggio dei bianconeri: al 12° della ripresa, dopo che un cross di Pirlo su punizione viene allontanato dall’area, Vidal la rimette in mezzo, il francese la tocca e Morata, dopo il controllo, schiaccia la palla a terra con il sinistro e beffa Casillas. 1-1, la Juve si riprende il biglietto per Berlino.

Morata punisce i suoi ex compagni un’altra volta dopo il gol realizzato a Torino nella gara di andata. Il ragazzo non esulta e Buffon esulta per la finale di Champions League conquistata dalla Juvemanifesterà una certa delusione quando i tifosi del Real Madrid lo fischieranno al momento della sua uscita dal campo all’84° (al suo posto Llorente). Il Real prova a reagire, ma l’occasione più ghiotta arriva sui piedi di Marchisio al 70°, ma Casillas è strepitoso.

Allegri richiama Pirlo in panchina e, inserendo Barzagli, passa alla difesa a tre. Per il centrocampista bresciano non una grande partita, ma il Bernabeu gli riconosce comunque il giusto tributo con uno scrosciante applauso. La squadra di Ancelotti continua a provarci (Hernandez sostituisce Benzema), ma Bale continua a non centrare lo specchio della porta, così a due minuti dal 90° è ancora la Juve a rendersi davvero pericoloso, con Pogba che non riesce a sfruttare al meglio l’assist di Llorente. Nei quattro minuti di recupero la Juventus riesce a tenere il Real lontano dalla propria area: finisce 1-1 e i bianconeri si guadagnano la finale.

Finale di Champions League dopo 12 anni e il sogno triplete

La Juve si riprende una finale dopo 12 anni dalla notte di Manchester. In questo periodo la società di Torino ne ha passate di tutti i colori, tra scudetti revocati, un anno in B e qualche anno di difficoltà. Ma dopo aver riconquistato il suo ruolo di leader incontrastata del calcio italiano (il 20 Maggio ci sarà anche la finale di Coppa Italia contro la Lazio), la Vecchia Signora torna a lottare per tornare in cima all’Europa. Nella Juve ci sono tre giocatori che nove anni fa si giocavano un’altra finale a Berlino…

In finale i bianconeri troveranno il Barcellona con il trio delle meraviglie Messi-Suarez-Neymar, ma possiamo essere sicuri che Allegri non farà le barricate: lo ha già dimostrato contro il Real. E anche se il Mundo Deportivo ieri ha definito Barça-Juve come la finale più desiderata (alludendo ad una inferiorità della squadra italiana), difficilmente Luis Enrique e i suoi sottovaluteranno la squadra di Allegri (le esultanze dei giocatori del Monaco e del Real Madrid al momento che l’urna di Nyon li abbinava alla Juventus per le sfide precedenti risultano adesso decisamente ridicole).

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Berlusconi e Mr. Bee Taechaubol per la (ri)nascita del Milan https://www.dojosport.it/2015/05/berlusconi-e-mr-bee-taechaubol-per-la-rinascita-del-milan.html https://www.dojosport.it/2015/05/berlusconi-e-mr-bee-taechaubol-per-la-rinascita-del-milan.html#respond Sun, 03 May 2015 16:36:35 +0000 http://www.dojosport.it/?p=508 Berlusconi e Mr. Bee si sono ufficialmente incontrati. Sono passati ormai cinque anni da quando Thiago Silva, Ibrahimovic, Boateng e tutti gli altri campioni del Milan di Massimiliano Allegri hanno alzato lo scudetto: cinque campionati di puro anonimato, cinque campionati di cocenti sconfitte, sia sotto il punto di vista dei risultati ma soprattutto sotto quello del gioco. Invece di …

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Berlusconi e Mr. Bee si sono ufficialmente incontrati. Sono passati ormai cinque anni da quando Thiago Silva, Ibrahimovic, Boateng e tutti gli altri campioni del Milan di Massimiliano Allegri hanno alzato lo scudetto: cinque campionati di puro anonimato, cinque campionati di cocenti sconfitte, sia sotto il punto di vista dei risultati ma soprattutto sotto quello del gioco. Invece di puntare su un allenatore esperto, la squadra è stata affidata ad un grandissimo ex, Filippo Inzaghi, indimenticato bomber rossonero, vincitore di tutto. Il tanto sperato cambio di direzione però non è arrivato anzi, con Inzaghi si ricordano quasi solamente fischi e brutte prestazioni.

Berlusconi e Mr. Bee, le intenzioni

Ed è da qui che Silvio Berlusconi e Mr. Bee Taechaubol vogliono ricominciare, o meglio, è da qui che il presidente rossonero vorrebbe ripartire. Perché se dapprima si pensava ad una cessione del Milan in toto al magnate thailandese è di oggi invece la notizia che Berlusconi voglia tenere il Milan.
Notizia che fa bene alla storia della squadra ma incute timore verso il futuro: negli ultimi sei anni il Milan ha sempre giocato con i soliti elementi e l’ultimo grande acquisto (ormai ex calciatore) Mario Balotelli, è simbolo di un attitudine sul mercato che ormai non ha più nulla da dire. Ma se veramente Silvio Berlusconi e Mr. Bee Teachaubol dovessero concludere l’affare cosa cambierebbe?

Berlusconi e Mr. Bee: cosa cambia per la società

Si punterà (almeno come promessa) a condurre una grande campagna acquisti per far rifiorire la rosa ormai appassita del Milan: si parla di 100 milioni subito pronti, utili anche al risanamento del debito che ormai sfiora i 90 milioni di euro.
L’appianamento del debito però non sembra essere nelle priorità di Mr.Bee Teachaubol, che punterebbe più a rilanciare il marchio Milan nel mondo (e prepotentemente in Asia) per poi utilizzare i ricavi per dar respiro alle casse rossonere. Questa soluzione però sembra non piacere al presidente Silvio Berlusconi: sembra quindi che per ora il 51% della società rimanga nelle sue mani, in modo da avere l’ultima parola su ogni decisione.

Insomma, Silvio Berlusconi sta cercando di trarre il massimo vantaggio economico dall’accordo con Mr.Bee. Se davvero l’affare si chiudesse il Milan potrebbe tornare tra le big europee, e con i proventi della Champions League la società riuscirebbe a far quadrare i conti e riportare allo stadio anche tanti tifosi delusi.

Berlusconi e Mr. Bee, il progetto del nuovo stadio

A proposito dello stadio rossonero, i capitali di Mr.Bee Teachaubol sarebbero destinati anche al progetto del nuovo stadio di proprietà, investimento che porterebbe respiro alle casse rossonere e rappresenterebbe un nuovo punto di partenza per il marketing societario.
La verità però ancora non è definita: è davvero così facile “incastrare” un uomo d’affari come Mr.Bee Teachaubol, e dirottarlo dalla desiderata prospettiva di presidenza del Milan ad un posto da azionista? L’unica certezza, considerando anche la rilevanza politica di questa manovra, è che Silvio Berlusconi non lascerà andare tanto facilmente un giocattolo che ha coccolato per più di vent’anni contornati da vittorie e titoli.

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Pugno di Denis a Tonelli: cos’è accaduto dopo Atalanta-Empoli? https://www.dojosport.it/2015/04/pugno-di-denis-a-tonelli-cose-accaduto-dopo-atalanta-empoli.html https://www.dojosport.it/2015/04/pugno-di-denis-a-tonelli-cose-accaduto-dopo-atalanta-empoli.html#respond Tue, 28 Apr 2015 10:52:56 +0000 http://www.dojosport.it/?p=498 Le squadre della Serie A sono già pronte a scendere in campo per affrontare il turno infrasettimanale di campionato, ma l’attenzione degli appassionati è ancora rivolta a quanto accaduto del dopopartita tra Atalanta ed Empoli: il match si è chiuso sul punteggio di 2 a 2, ma verrà ricordato soprattutto per il pugno di Denis …

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Le squadre della Serie A sono già pronte a scendere in campo per affrontare il turno infrasettimanale di campionato, ma l’attenzione degli appassionati è ancora rivolta a quanto accaduto del dopopartita tra Atalanta ed Empoli: il match si è chiuso sul punteggio di 2 a 2, ma verrà ricordato soprattutto per il pugno di Denis a Tonelli negli spogliatoi.

La cronaca

Al termine dell’incontro, ci pensa Massimo Maccarone a raccontare quanto accaduto: l’attaccante dell’Empoli ha raccontato che il centrocampista dell’Atalanta Cigarini si è recato nello spogliatoio dei toscani per chiamare Tonelli; quando questo si è avvicinato, alle spalle di Cigarini è arrivato Denis, che con un cazzotto ha colpito il difensore empolese in pieno volto.

Maccarone ha definito il pungo di Denis come il comportamento di un vigliacco, soprattutto in questo periodo dove si parla tanto di violenza negli stadi (il derby di Torino, che ha visto i Granata battere la Juventus, ha dimostrato che c’è ancora tanta strada da fare sotto questo aspetto). Ma, come dice il bomber empolese, se la violenza viene praticata dai protagonisti del pallone, come si può pretendere di correggere i comportamenti sugli spalti?

Le motivazioni

Quando in sala stampa i giornalisti hanno chiesto le motivazioni che avrebbero spinto l’argentino a colpire Tonelli negli spogliatoi, Maccarone ha spiegato che i due avevano avuto degli “scambi di vedute” (fisici e verbali) durante la partita, tanto che lo stesso Denis si era lamentato negli spogliatoi. Maccarone, da buon capitano, ha detto di aver ripreso davanti a tutti il suo compagno. Ma evidentemente il rimprovero secondo Denis non era sufficiente. Maccarone racconta anche che dopo il pungo di Denis, le luci nei corridoi si sono spente: c’è stato un black-out oppure qualcuno ha voluto favorire la fuga del bomber atalantino, facendo presumere che il tutto fosse premeditato?

La difesa di Marino e la denuncia di TonelliTonelli, il giocatore colpito dal pugno di Denis

Pierpaolo Marino, direttore Generale del sodalizio bergamasco, ha provato a spiegare cosa ha spinto il suo attaccante ad aggredire Tonelli: pare che il pugno di Denis sia stata la reazione ad una provocazione messa in atto dal difensore empolese, che avrebbe minacciato di morte l’attaccante e la sua famiglia; il tutto davanti agli occhi del figlio di Denis. Poi Marino ha forse esagerato quando, facendo una battuta per cercare di sdrammatizzare, ha fatto riferimento alle parole del Papa, che disse che se un amico gli offendesse la madre, lui gli darebbe un cazzotto.

Anche se in un primo momento sembrava che non si sarebbe arrivato a tanto, Lorenzo Tonelli ha deciso di denunciare Denis per l’aggressione subita. Il difensore ha anche voluto chiarire di non aver mai minacciato l’avversario, soprattutto in presenza del figlio. Tonelli se la prende anche con il Giudice Sportivo, che ha deciso di squalificare Denis per 5 giornate e il difensore per 1. L’empolese non si capacita di come si possa squalificare qualcuno che subisce un pugno a tradimento da uno che, secondo lui, è un vigliacco che scappa senza avere il coraggio di affrontarlo.

Calciatori-pugili: i precedenti

Il pugno di Denis non è certo il primo episodio di questo tipo che si verifica in campo o negli spogliatoi. Per circa un decennio la Juventus ha potuto contare sulle prestazioni di Paolo Montero, un fortissimo difensore centrale uruguayano, famoso anche per alcuni comportamenti un po’ sopra le righe, come la gomitata a Karpin o il pugno sferrato all’interista Di Biagio. Indimenticabile anche il “cartone” rifilato da Materazzi a Cirillo negli spogliatoi al termine di un Inter-Siena del 2004. Ma purtroppo eventi del genere non sono poi così rari e farne una lista risulterebbe difficile e noioso.

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Sorteggio Champions ed Europa League: niente derby, la Juve trova il Real https://www.dojosport.it/2015/04/sorteggio-champions-ed-europa-league-niente-derby-la-juve-trova-il-real.html https://www.dojosport.it/2015/04/sorteggio-champions-ed-europa-league-niente-derby-la-juve-trova-il-real.html#respond Fri, 24 Apr 2015 11:29:32 +0000 http://www.dojosport.it/?p=492 A Nyon ha avuto luogo stamattina il sorteggio Champions ed Europa League. Nelle urne erano presenti tre italiane su otto squadre: un buon bottino, se confrontato ai risultati degli ultimi tempi (non accadeva da 11 anni). Il dato assume un’importanza maggiore se si considera che, con questi risultati, la nostra Serie A recupera punti: rimane …

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A Nyon ha avuto luogo stamattina il sorteggio Champions ed Europa League. Nelle urne erano presenti tre italiane su otto squadre: un buon bottino, se confrontato ai risultati degli ultimi tempi (non accadeva da 11 anni). Il dato assume un’importanza maggiore se si considera che, con questi risultati, la nostra Serie A recupera punti: rimane quarta, ma la distanza con la prima divisione inglese non è enorme e c’è la possibilità di riprendere quel terzo posto che, a partire dalla stagione 2017/2018, garantirebbe un posto in più nella competizione per club più importante d’Europa.

Juve, semifinale Champions dopo 12 anni

La Juventus non rientrava tra le quattro regine d’Europa dal 2003. Dodici anni sono tanti, forse troppi per una squadra che in Italia è abituata a dettare legge. Certo, nel corso di questi 12 anni la Juventus ha passato anche una stagione in Serie B e un lungo periodo di assestamento, ma Allegri è riuscito ad arrivare là dove, dopo Lippi, una lunga serie di allenatori non sono riusciti.

Va sottolineato che in quel 2003 l’Italia poteva vantare ben tre squadre in semifinale di Champions League (la Juventus, il Milan, che poi sconfisse proprio i bianconeri in finale, e l’Inter, che perse il derby con i cugini rossoneri). In più in Coppa Uefa anche la Lazio arrivò al penultimo atto, prima di cedere al Porto che poi conquistò il trofeo contro il Celtic.

Sorteggio Champions: per i bianconeri c’è il Real

Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Era questo il gruppetto delle papabili avversarie della Juventus. Davvero difficile per i tifosi bianconeri individuarne una più debole delle altre per sperare che l’urna la abbinasse alla loro squadra del cuore. L’andata delle semifinali si giocherà il 5 e il 6 Maggio, mentre il ritorno avrà luogo la settimana successiva. Gli abbinamenti regalati dal sorteggio Champions sono stati Real Madrid – Juventus e Barcellona – Bayern Monaco, sfide stellari. Curioso come Ancelotti e Guardiola debbano affrontare due squadre che hanno caratterizzato il loro passato da allenatore.

Sorteggio Europa Leaguesorteggio europa league gomez

Napoli e Fiorentina avevano praticamente ipotecato il passaggio alle semifinali già nella gara di andata. Soprattutto i partenopei, che avevano umiliato in trasferta il Wolfsburg con un perentorio 1-4. Nella gara di ieri del San Paolo, il Napoli ha confermato la sua superiorità, portandosi sul 2-0 con Callejon e Mertens, prima di rilassarsi e permettere ai tedeschi di raggiungere il pareggio con Klose e Perisic.

Per la Fiorentina le cose potevano sembrare più difficili, per via dell’1-1 (bugiardo) dell’andata, ma fin da subito gli uomini di Montella hanno dimostrato di poter dominare la gara. Un dominio che è diventato ancora più netto dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Lens al 39° minuto: quattro minuti dopo Gomez sblocca il risultato, blindato nel recupero dal raddoppio di Vargas, entrato da pochi istanti.

Il sorteggio di Nyon ha scongiurato il pericolo di un nuovo derby tra italiane dopo quello tra i viola e la Roma: le semifinali saranno infatti Napoli – Dnipro e Siviglia – Fiorentina. L’andata si giocherà il 7 Maggio e il ritorno sette giorni dopo. Benitez ha trovato la squadra-rivelazione del torneo, ma anche quella che, sulla carta, appare la più debole. Più difficile l’impegno della Fiorentina (che però potrà contare sul ritorno in casa). La speranza è quella di poter vedere le due rappresentanti del nostro calcio giocarsi la finale il 27 Maggio a Varsavia.

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